Intorno al muro nel settore est di Berlino c’era una fascia spettrale e desertificata di edifici bombardati, ma tracce delle distruzioni della guerra erano dovunque. Ne ero molto turbato, era come camminare da sopravvissuto in un episodio di “Ai confini della realtà”. Una specie di archeologia del futuro nelle ferite ancora aperte d’Europa, che già presagiva ulteriori disastri (puntualmente verificatisi nei Balcani ecc.). Nello stesso tempo quelle rovine perpetuavano in maniera moderna la tradizione romantica, che ho sempre amato, così ho pensato di usarle come soggetto e palcoscenico di un apologo sul destino e declino dell’occidente.  
 
 
  Around the wall in the eastern sector of Berlin there was a ghostly no-man’s land of bombed buildings and traces of the destructions of the war could be found all around the city. They used to give me a very anxious feeling-; it was like walking, as a survivor in an episode of "Twilight Zone". It seemed a kind of archaeology of the future in the still opened wounds of Europe that presaged further disasters (which eventually happened in the Balkans etc). At the same time those ruins perpetuated the romantic tradition (which I have always loved) in a modern way so I have thought about using them as subject and stage of an epologue on the destiny and the decline of the west.