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Le
porcellane di Meißen mi affascinano per loro estenuata bellezza
e per la bizzarria dei soggetti, ma soprattutto per la loro fragilità.
Basta un gesto incauto e tutto quello splendore effimero è
perduto per sempre. Mi danno l’idea di essere la versione
più riluttante delle elaboratissime statue che in India vengono
gioiosamente gettate a distruggersi nelle acque sacre. Forse ancora
più precise di queste ultime nel rappresentare l’impermanenza
del vivere. |
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